Lara Venghaus, soprano lirico spinto

Il soprano

Il giovane soprano tedesco Lara Venghaus nacque in una famiglia con pochi rapporti con la musica classica. Imparando a suonare l’oboe, entrò in un’orchestra di amatori della sua città natale, il cui direttore scoprì, più o meno per caso, la sua voce potente. Con lui prese le sue prime lezioni di canto, prima di passare al conservatorio di Detmold dove studiò con Markus Koehler e Heiner Eckels. In Hans-Peter Bendt trovò finalmente il suo maestro ideale, che la introdusse nella tecnica di canto cosiddetta funzionale, permettendole così di sviluppare il suo potenziale vocale straordinario, senza toglierne le sue caratteristiche insolite: gli acuti incredibili e il colore scuro.

 

Sin dagli esordi, Lara Venghaus non si accontentava di piccole parti. Praticando il canto di concerto, così come il canto lirico, interpretava già in giovanissima età le rispettive parti dei grandi oratori di Bach, Haydn e Mozart. Affascinata anche dalla poesia, presentava vari recitals tematici del lied tedesco, soprattutto di quello di Franz Schubert.

In campo lirico, è diventata molto conosciuta con esibizioni estesissime, nelle quali si presenta in ruoli molto diversi se non contrastanti, dando così un’idea dell’evoluzione dell’opera da Mozart fino a Puccini e Richard Strauss. Ha un vastissimo repertorio che è concentrato sull’opera lirica di Giuseppe Verdi, ma che include anche le parti di soprano lirico-spinto di Beethoven, Weber e Puccini.

 

Le ambizioni di Lara Venghaus non si limitano al canto. Avendo acquisito una profonda conoscenza dell’ambito artistico-culturale in genere e specificamente dell’ottocento, ha organizzato interamente esibizioni di opere, nelle quali figura come regista, soprano principale e spiritus rector. In questa maniera, ha messo in scena Il franco cacciatore di Weber, Il flauto magico di Mozart e recentemente La Traviata di Verdi.

Essendo entusiasta della vita e dalla cultura italiana, una notevole parte delle sue attività si svolge in questo suo paese prediletto. Presentatasi inizialmente soprattutto nel Veneto, dal 2013 è attiva anche in Sicilia.

L'accompagnatore

Dot. Michael Hoyer, nato a Schweinfurt nella Bassa Franconia, ha studiato direzione d’orchestra con Hanns Reinartz, discepolo di Walter Abendroth e Richard Strauss, al conservatorio della capitale regionale, Würzburg. Nello stesso tempo, si è iscritto all’università per studiare musicologia, filosofia e linguistica generale. Dopo essersi diplomato come direttore d’orchestra, ha proseguito i suoi studi scientifici a Münster, Westfalia, per laurearsi col voto “summa cum laude” nell’anno 1988.

Dal 1980 Michael Hoyer è direttore dell’orchestra dell’università di Bielefeld. Dispone d’un vastissimo repertorio nel settore sinfonico che si estende da Haydn e Mozart a Gustav Mahler, con qualche escursione nella musica moderna. In collaborazione con vari cori ha eseguito anche un gran numero di oratori e cantate. Da anni lavora con cantanti per studiare con loro parti liriche, brani da concerto e lieder, o per migliorare la loro tecnica vocale. Con Lara Venghaus forma un duo di canto e pianoforte che si è presentato con vari programmi di arie liriche e lieder, tra cui il “Viaggio d’Inverno” di Franz Schubert.

 

Michael Hoyer è anche autore d’un numero di pubblicazioni scientifiche riguardanti la musica sacra di J.S.Bach, le sinfonie di Mahler e la filosofia della musica in genere. Come compositore si dedica esclusivamente alla musica vocale su poesia del novecento o su testi biblici o di origine mistica.

Il duo canto e pianoforte

Come duo di canto e pianoforte, Lara Venghaus e Michael Hoyer approfittano di una esperienza lunghissima e intensa che permette loro di comunicare senza segni visibili. Dal continuo studiare comune, nasce una familiarità profonda che permette ad ognuno di loro di indovinare i movimenti più sottili da una piccolissima modificazione della voce o della respirazione. È da questa sensibilità reciproca che proviene un’interpretazione molto compatta e densa.

 

Il vasto repertorio che i due musicisti hanno accumulato nel tempo e la rapida attualizzazione della quale sono capaci, permette loro di offrire un gran numero di programmi diversi. Sono altrettanto pratici nel settore lirico come sul piano del lied tedesco, e, affascinati della parola in generale e delle lingue in particolare, si sentono a proprio agio nella lirica italiana come in quella tedesca. Dimostrano una certa preferenza per soggetti drammatici, che si spiega sia per la personalità pensierosa e seria di ambedue, sia per la costituzione vocale di Lara Venghaus. Quella che appare come una ragazza magra e graziosa è infatti dotata di una voce possente e di un timbro scuro, che si adatta meglio a una Aida o una Elisabetta che a una Zerlina o Musetta.

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